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Trento, 19 luglio 2006
LAGO DI CEI, IL SOGNO È L’ECOMUSEO
Piace la proposta di Bombarda nel dibattito di Castellano
da l’Adige di mercoledì 19 luglio 2006

Il parco del Bondone arriva a comprendere il lago di Cei e tutto il territorio del comune di Villa Lagarina, dal fondovalle in su, diventa un ecomuseo; questo nei desideri e nella proposta di Roberto Bombarda, consigliere provinciale dei Verdi e autore dell’ormai nota proposta di legge per l’istituzione di una serie di parchi naturali e fluviali.

Proposta che Bombarda ha illustrato nell’ambito della «Festa dell’ambiente», presso il teatro di Castellano, e che ha trovato buone orecchie nel sindaco Alessio Manica e nell’assessore all’ambiente Romina Baroni: entrambi spettatori alquanto interessati. Titolo della serata: «Castellano - lago di Cei quale futuro? Prospettive tra rispetto dell’ambiente e sviluppo economico». Ambiente e sviluppo economico, dunque, il tema per un ampio territorio che il consigliere ha definito d’eccezione, per essere ancora in gran parte poco compromesso, e per l’esteso sviluppo in verticale: dal fondovalle fino alla montagna, in una varietà unica d’ambienti naturali e d’insediamenti umani, con la possibilità d’una proposta turistica di notevole interesse.

Quindi: quale sviluppo economico per Castellano e per il lago di Cei? «L’unico sviluppo possibile - è la prima risposta di Bombarda - è quello che attualizza le radici del territorio». Nel mondo della globalizzazione, termine già logoro che vuol dire che in tutto il mondo si fanno tante cose allo stesso modo, è importante rifarsi ai propri valori, al passato, alle tradizioni antiche e alle peculiarità del territorio. Un processo che richiede consapevolezza, intenzione e impegno per opporsi alla tendenza opposta, determinata dalla televisione e dall’informazione di massa.

Sul parco già molto si sa: è un sistema di gestione dei beni ambientali finalizzato al loro miglior uso sostenibile alla loro preservazione per il futuro. È idea diffusa che un parco si riassuma in una serie di vincoli; essi sono lo strumento, necessario, per ottenere lo scopo. Del parco, inoltre, non s’ignora che si tratta di un affare: «parco» è il termine meglio spendibile sul mercato del turismo, che richiama un suo preciso target di turista; di cultura medio alta e disposto a spendere bene. Cioè il turista ideale in tutti i luoghi che non puntano al turismo di massa.

L’ecomuseo, un di più non compreso nella proposta di legge, è un parco che considera bene da preservare tutto l’ambiente; è un museo all’aperto, che mette in mostra il paesaggio, le attività umane, le case e le piazze; che propone un percorso di sviluppo locale basato sulla partecipazione diretta della popolazione alla tutela attiva del proprio patrimonio, sia materiale che culturale e di memoria.

Nella partecipazione diretta, sentita e autentica della popolazione sta lo snodo della «proposta Bombarda», la cui legge lascia libertà ai comuni di aderire o meno al parco, e in caso d’adesione di decidere la perimetrazione. Insomma, una sorta di filosofia di vita fondata sulla memoria e sulla cultura locale, codificata e tradotta in regole che gli stessi residenti scelgono di dover seguire, e che poi si traduce, oltre che in benefici ambientali e di qualità della vita, in un sicuro richiamo turistico. Lo conferma una ricerca secondo cui una località, nel momento in cui è associata al termine «parco», turisticamente parlando vale il 40-45 per cento di più.

     

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